Le bioplastiche… per combattere l’inquinamento


La plastica è stata progettata nel passato per resistere alla degradazione. Questo ha portato ad avere rifiuti plastici su ogni parte del nostro pianeta.

Oggi invece la sfida è progettare plastiche che abbiano la necessaria funzionalità durante l’utilizzo, ma che si disintegrino successivamente senza lasciare sostanze tossiche nell’ambiente.

Ecco da cosa nasce l’idea di utilizzare nuovi materiali, le bioplastiche: polimeri fatti dall’uomo utilizzando materie prime rinnovabili, quali oli vegetali e amidi; molte bioplastiche (non tutte) sono biodegradabili e compostabili.

Ad essere precisi, anche le plastiche basate sul petrolio tecnicamente sono biodegradabili, nel senso che possono essere degradate dai microrganismi in determinate condizioni, ma ciò avviene in tempi talmente lunghi da essere considerate non-biodegradabili.

Le bioplastiche biodegradabili sono utilizzate per articoli usa e getta, come imballaggi e articoli per catering, per sacchetti di rifiuti umidi, che possano quindi essere compostati insieme ai residui di cibo o rifiuti ‘verdi’.

Inoltre molti vassoi e contenitori per frutta, verdura, uova e carne, bottiglie per bibite e latte, pellicole trasparenti per frutta e verdura sono fatte di bioplastica.


Molti dei prodotti utilizzati nella nostra sagra sono a base di Mater-Bi, nome commerciale di un tipo di bioplastica a base di amido, brevettata e commercializzato dalla Novamont. Viene venduta in granuli ed è lavorabile in modo simile alle altre materie plastiche, anche per quanto riguarda la colorazione e la sterilizzazione.

Il Mater-Bi, a differenza di altre materie plastiche, è biodegradabile; il processo di biodegradazione del Mater-Bi, svolto da microorganismi, produce acqua, anidride carbonica e metano.

Altro materiale utilizzato nella sagra è il PLA (sigla che sta per acido polilattico). Il PLA è una plastica biodegradabile trasparente prodotta da zucchero di canna o da glucosio.

Essa non solo assomiglia alla plastica tradizionale nelle relative caratteristiche, ma può anche essere processata facilmente sulle apparecchiature standard già predisposte per la plastica più comune.

…e ricorda!!

Plastiche biodegradabili = plastiche che vengono completamente assimilate dai microrganismi presenti nel sistema di smaltimento come cibo per la loro energia.

Plastiche compostabili = plastiche biodegradabili per effetto di microrganismi, ma in tempi ben precisi. Questi materiali biodegradano in una compostiera industriale in meno di 180 giorni. Compostiera industriale significa: temperatura costante di 60°C, umidità controllata e presenza di microrganismi. Le plastiche compostabili non rilasciano frammenti che persistono oltre le 12 settimane nel residuo. Non contengono metalli pesanti né tossine e sostengono la vita delle piante.


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